martedì 31 dicembre 2013

Torta al cioccolato, arancia e rum, un albero di Natale vandalizzato e... FELICE 2014 A TUTTI!!!!

Il nostro albero di Natale non ha mai conosciuto un periodo così buio. Povero alberello.... Palla di Pelo ho la letteralmente vandalizzato. Dal primo momento in cui lo ha visto, bello, luccicante e sfavillante è stato amore. Vero e proprio amore...infatti ama alla follia rosicchiergli i rami, tirare via, spezzettare e masticare i fili dorati, usare le palline come punching ball manco fosse Rochy Balboa e tritare (si proprio tritare, non c'è una parola più adatta) i fili delle lucine. Ne ha fatti fuori 2, anche di notevole lunghezza e, diciamocelo, per ridurre a brandelli di circa 4 cm l'uno un filo di lucine intrecciato di 3m, ci vuole una notevole capacità di mandibola e un'altrettanta notevole resistenza e costanza. Ecco, Palla di Pelo è molto dotata, ha tutte queste qualità ed è felicissima di mostrarci regolarmente che le tiene in esercizio e ben allenate. Nel giro di una settimana, al povero alberello sono rimaste solo le palline (tranne 2 che è riuscita a rompere nonostante fossero di plastica), un filo rosso-dorato che ne abbellisce solo la parte superiore e il puntale.... che ogni mattina va raddrizzato dopo lo stress degli assalti notturni.
Il resto è storia. Pace all'anima delle lucine, delle palline e dei fili luccicosi. Palla di Pelo non perdona! E non è possibile essere arrabbiati con lei, perchè da brava femminuccia coccolona, svenevole e smorfiosetta, riesce a farsi perdonare davvero tutto.... arcano ed irresistibile potere delle fusa!
Per sublimare la devastazione del mio adorato albero (evento assolutamente traumatico per un'invasata del Natale come la sottoscritta), mi sono data ai dolci alberellosi e coccolosi, usando una delle prime ricette che ho riadattato dopo che ho saputo di essere celiaca: quella del ciambellone della mia mamma. Ho dimezzato le dosi e adattato le proporzioni dei liquidi. Ecco qui il mio dolcetto :)




Questi gli ingredienti:

- 250 g di farina (mix per dolci lievitati di Felix e Cappera nella variante con l'amido di mais)
- 3 uova
- 1/2 bicchiere di latte
- 1/2 bicchiere di olio di semi
- 1 bustina di lievito*
- 150 g di zucchero
- 25 g di rum
- mezza fialetta di aroma di arancia
- 50 g di cacao amaro*

*come da prontuario e cmq senza glutine

Tutto insieme nella ciotola dell'impastatrice e lavorate finchè non saranno ben amalgamati. Poi trasferite nello stampo per dolci della forma che preferite e cuocete per 40 minuti in forno preriscaldato a 180°. Una volta raffreddato, decorate con lo zucchero a velo. Mooooooolto buono! :)
Con questo dolce si chiude in bellezza il 2013. Il Presidente, Palla di Pelo ed io vi auguriamo un 2014 meraviglioso e ricco sapori, profumi, novità e soprattutto tanto, tanto amore!!! BUON ANNO!!!!!!! :DDDDDD



giovedì 21 novembre 2013

Zuppa di funghi misti.... mentre il lavoro mi travolge e si rompe tutto.

Dire che l'ultimo mese e mezzo è stato infernale è dire poco. Una media di 12 comode ore di lavoro ogni giorno sia per me che per il Presidente e una sequenza surreale di problemi, imprevisti e pasticci da far impallidire la Signora Sfiga in persona.
A dare il via alla rivoluzione tecnologica per la liberazione delle macchine dall'umano oppressore, è stato il mio pc di lavoro. Nel giro di tre giorni ho perso il conto delle schermate blu che mi ha carinamente rifilato mentre cercavo disperatamente di lavorare o almeno di salvare i dati il più spesso possibile (e poi c'è ancora chi mi dice che i pc sono meglio dei Mac... ma per favore!!!). Il Presidente, dall'alto della sua sapienza informatica, ha cercato di rianimarlo in tutti i modi, ma niente. Alla fine dopo 2 settimane di patimenti, arrabbiature bestiali e crisi isteriche come se piovessero, mi è toccato ricomprarlo. Olè!
Qualche giorno dopo essere stata tradita dal pc, è stato il turno della macchina. Ok. Ho un macinino. Daccordo. Ma il macinino doveva proprio decidere di mollarmi quando ero in ritardo per una riunione importante, fuori pioveva a dirotto ed in una zona del cavolo?? Per fortuna sono riuscita comunque a tornare a casa e per fortuna il meccanico l'ha rimessa in sesto, ma per quasi una settimana niente macinino. Ollè!!
Subito dopo è toccato alla caldaia, che ha deciso di funzionare in maniera del tutto randomica. Vuoi l'acqua calda? Prova ad aprire il rubinetto e vedi che succede: se mi gira bene mi accendo, altrimenti...no! Così, semplicemente. Acqua calda a sorpresa. Una caldaia con un gran senso dell'umorismo. Olllèè!!!
Mica penserete che sia finita qui...no no, c'è stata anche l'aspirapolvere. Cinque anni di onorato servizio e poi ...paff... morta. Defunta. Spirata nel bel mezzo dell'utilizzo. Povera piccola, quante soddisfazioni ci aveva dato.....Ollllèèèèè!!!!!
In questo clima di festosa collaborazione tra uomo e macchina, nei miei rari momenti liberi cercavo comunque di cucinare (cosa che normalmente riesce a rilassarmi anche dopo la peggiore delle giornate), ma.... niente, il caos tecnologico sembrava aver contagiato anche la mia cucina. Perciò la torta al cioccolato, cannella e caffè non ne ha voluto sapere di lievitare (per 2 volte...ma non mi arrendo), il delizioso rosti con prosciutto cipollotti e gruyèr si è incollato alla padella (nessuna speranza di poter scattare uno straccio di fotografia presentabile, anche se era delizioso) e la ricetta del polpettone ripieno trovata su internet si è rivelata assolutamente sublime, peccato però che il polpettone in questione  si sia aperto durante la cottura. Daccordo era buonissimo, ma voi avreste postato le foto di un polpettone che somigliava ad una gigantesca vongola??!!
Va bene che è un blog amatoriale, ma un minimo di dignità bisogna pur preservarla.
In tutto questo caos, con l'arrivo del primo freddino è arrivata anche la voglia di zuppe calde. Normalmente le zuppe hanno bisogno di tempo per cuocere e non si prestano ad essere preparate all'ultimo momento quando arrivi a casa alle 9 di sera, ma questo esperimento si è rivelato gustoso, saporito e anche veloce! Perciò, un disastro via l'altro, eccovi la mia zuppetta di funghi facile facile :)


Questi gli ingredienti per 2 persone:

- 2 costine di sedano piccole
- 250 g di funghi misti freschi
- 1 cipollotto
- olio evo
- vino bianco (1/2 bicchiere)
- brodo (1 tazza e 1/2)
- 1 peperoncino fresco
- 2 cucchiai di farina Mix It!
- sale q.b.
- pepe q.b.

Tritate il cipollotto ed il sedano e metteteli a rosolare nell'olio evo. Aggiungete i funghi (puliti e tagliati a pezzetti). Quando saranno un pò appassiti sfumateli col vino bianco e dopo un paio di minuti aggiungete il brodo ( io ho aggiunto una tazza e 1/2 di acqua e poi un paio di cucchiaini di Dialbrodo ;) ). Unite il peperoncino tritato, sale e pape. Quando la zuppa sarà ben insaporita aggiungete la farina e mescolate bene. La farina servirà a rendere appena più densa la zuppa. Servite con una spolveratina di pepe e foglioline di sedano tritate. E' buonissima e davvero confortevole quando fa freddo :D




domenica 29 settembre 2013

Torta rustica alle erbe e pancetta affumicata, salatini di pasta matta e.... una gattina all'improvviso.

Eccomi finalmente di ritorno dalla pausa estiva. O meglio, da quel dì che sono tornata, ma ci sono state parecchie novità nel frattempo e ci ho messo un pò di tempo per imparare a gestirle tutte.
Andiamo per ordine...
I tortorini hanno preso il volo, il nostro davanzale ha smesso di essere un porto di mare e la finestra finalmente può essere aperta. E' stata una bella esperienza, ma il Presidente ha dovuto indossare la tuta da Ghostbuster ed imbracciare un acceleratore di particella non autorizzato per ripulire tutto. Perciò abbiamo deciso che in futuro staremo molto attenti a tenere le zanzariere delle finestre abbassate e a non lasciare invitati pertugi disponibili. Anche perchè in casa ora c'è un nuovo ospite. Anzi, un nuovo membro della famiglia.
E' bastata la telefonata di un'amica in cerca di una casa per una frugoletta che altrimenti sarebbe stata soppressa, e sia io che il Presidente non abbiamo avuto il benchè minimo dubbio. Perciò, in barba al nostro mini appartamento, ai mille impegni che abbiamo e al lavoro che diventa sempre più stressante, ora abbiamo una gattina. Un bel cambiamento per una che ha sempre avuto cani in casa.
Mi sono resa conto quasi subito che i felini sono tutta un'altra cosa. In sole 3 settimane mi è stato assolutamente chiaro che sono esseri superiori. Si badi bene, non superiori ai cani, ma superiori in senso assoluto nella scala evolutiva dei mammiferi, umani compresi.
"Palladipelo" ha vinto 6-0 6-0, ed ora mi ritrovo completamente stregata, rapita ed innamorata di una gattina che, inaspettatamente, ricambia le coccole con un affetto che non avrei mai creduto un gatto riuscisse ad esprimere.

Perciò eccomi di nuovo qui a cucinare, ma stavolta con un occhio costante al tavolo dietro di me... visto che Palladipelo fa un gran casino tutto il giorno, ma quando si tratta di raggiungere il suddetto tavolo e sgraffignare un pezzettino di plumcake lasciato a raffreddare, è silenziosa come un'ombra e veloce come un lampo!

Questa ricetta mi piace tantissimo perchè si presta a mille varianti ed è ottima per consumare tutti i rimasugli del frigorifero, come verdure, erbe aromatiche, pezzetti di formaggio, salumi i affettati vari ecc... Spessò però io la faccio di proposito perchè la adoro. Prima di diventare celiaca (o di sapere di esserlo) la preparavo utilizzando la pasta sfoglia confezionata, ma questa variante con la pasta matta gluten free mi piace decisamente di più :)
La ricetta originale della pasta matta la trovate qui

Questa la torta finita.

e questi gli ingredienti:

Per la pasta matta:

- 174 g  farina Glutafin Select
- 50 g farina Mix B o Nutrifree per pane o Nutrisì per pane (o anche di preparato Auchan senza glutine per pane e pizza, è prodotto nello stesso stabilimento di Nutrifree e Nutrisì)
- 26  farina Farmo per pane (o preparato per pane Conad o Coop, anche questi sono prodotti nello stesso stabilimento della Farmo e commercializzati col marchio del supermercato)
- 130 g acqua
- 5 cucchiai di olio evo
- i pizzico di sale

Per il ripieno:
- 1 kg di verdura a scelta, io ho usato la bieta (ma va benissimo qualunque cosa)
- una confezione di pancetta affumicata
- 8-10 pomodori pachino
- 1 spicchio di aglio
- peperoncino
- olio evo
- sale q.b.
- 2 di cucchiai di pan grattato (ma io mi regolo ad occhio, confesso)
- 1 uovo
- parmigiano

Per i salatini:

- pasta matta
- sale grosso
- uovo 
- rosmarino

Per prima cosa va preparato il ripieno. Pulite e lessate la verdura. In una padella con dell'olio evo, fate rosolare la pancetta insieme allo spicchio di aglio ed al peperoncino ed aggiungete la verdura ben strizzata e tagliata a pezzetti (io la taglio con le forbici). Regolate di sale ed aggiungete i pomodorini tagliati a pezzetti. Una volta che sarà bel ripassata ed insaporita, togliete la verdura dal fuoco e trasferitela in una ciotola. A questo punto unite l'uovo (che servirà a legare l'impasto) e mescolate bene. Poi unite il pangrattato (che assorbirà i liquidi in eccesso e darà consistenza all'impasto) e per ultima una generosa manciata di parmigiano. Mescolate tutto per bene e lasciate riposare l'impasto giusto il tempo di preparare la pasta matta.

Per la pasta il procedimento è semplicissimo: tutti gli ingredienti nell'impastatrice e impastate giusto il tempo necessario affinchè si formi la pallina di pasta. Prelevatela e stendetela su un foglio di carta da forno dando una forma circolare. Io ho usato una teglia non troppo grande, quindi ho tagliato la pasta in eccesso e l'ho messa da parte. Trasferite la pasta nella teglia (con tutto il foglio di carta da forno) e bucherellate il fondo con una forchetta (così non si formeranno bolle d'aria). A questo punto versate il ripieno nella pasta e distribuitelo uniformemente. Date un'altra spolverata di parmigiano sulla superficie e poi ripiegate delicatamente il bordo della pasta all'interno.
Infornate a 200° per circa 30-40 minuti, o comunque finchè la pasta non sarà ben dorata.

Questa torta è buonissima e trovo che la versione senza glutine in pasta matta sia moooolto più buona della versione originale glutinosa con la pasta sfoglia!

Nel preparare la torta mi era avanzata un pò di pasta e visto che sprecarla sarebbe stato un vero delitto, ho improvvisato dei salatini. Ho steso la pasta rimasta e con uno stampino da dolci ho ritagliato dei piccoli quadrifogli. Li ho spennellati con dell'uovo sbattuto, spolverati con rosmarino tritato e sale grosso e li ho infornati a 200° fino a dorarli  per bene.
Questo il risultato


Sono rimasti nel piatto solo il tempi di raffreddarsi.... poi il Presidente li ha sgranocchiati via in un baleno. Sono golosissimi e uno tira l'altro.... insomma una droga! Se vi avanza una strisciolina di pasta vi consiglio davvero di provarli :)

venerdì 26 luglio 2013

Insalata con pollo e avocado al lime .... e un finto orto defunto!

Niente da fare. Per quanto io mi sia impegnata, sforzata e dedicata, il mio finto orto è definitivamente spirato. O meglio, non è solo spirato (dire che è spirato potrebbe far pensare a delle piantine che lentamente, nonostante le cure, non sono riuscite a sopravvivere), sarebbe più corretto dire che è proprio stramazzato! Totalmente avvizzito. Irrimediabilmente "spatasciato"! (come direbbe il mio adorato nipotino. Amore di zia!).
Ho provato di tutto, dalle polveri da nebulizzare sulle foglie alla potatura totale, dal rinvaso con combo polvere nebulizzata-potatura totale, ai riti voodoo. Ma niente. Ogni volta le pie piantine ricrescevano più rachitiche, scheletriche e malate di prima. La terza volta che sono tornata al negozio di prodotti per piante, il titolare mi ha guardato perplesso e ha esclamato "Signorì, ma nun fa prima a comprallo al supermercato 'sto prezzemolo?"
Al che mi sono resa conto che forse era il caso di interrompere l'accanimento terapeutico e nevrotico sul mio finto orto...anche perchè nel frattempo, non potendo utilizzare le mie speziette malatissime, avevo ripreso a comprarle.
Dunque, la mattina dopo, coraggio a due mani,  il davanzale del pianerottolo è stato sgomberato. Via tutto. Fine dell'orto. I quasi cadaveri (i pochi sopravvissuti) sono stati trasferiti da tesorodisuocera per un estremo tentativo di rianimazione (se non ci riesce lei non c'è davvero speranza!)
L'unica pianta sopravvissuta e rigogliosa è una meravigliosa Aloe vera! (si...lo so...è una pianta grassa...non dite nulla vi prego). Tristemente consapevole del fatto che sono in grado di far sopravvivere solo delle piante grasse, mi consolo pensando che almeno la mia è utilissima per curare la pelle, le ustioni, le irritazioni e un sacco di altre cose! (E funziona alla grande! Ecco!). 
Conterà pur qualcosa.

Per consolarmi, ho preparato un'insalata di pollo e avocado al lime.


Facilissima, velocissima e davvero buona!
Questo gli ingredienti:

- Insalata mista (a vostro gusto)
- un avocado maturo
- pomodorini (io ho usato i piccadilly)
- una scatoletta di mais
- petto di pollo a fette
- olio evo
- succo di lime
- sale e pepe

le dosi sono assolutamente a gusto vostro. 
Lavate bene l'insalata, tagliate i pomodorini e scolate per bene il mais. Tagliate a cubetti l'avocato e spruzzatelo con del succo di lime. Poi, in una piastra bella calda con solo un filo di olio, grigliate il pollo e aggiungete sale, pepe e qualche goccia di lime. A questo punto unite tutti gli ingredienti e condite con una vinaigrette fatta di olio, succo di lime e sale. Aggiungete per ultimo il pollo tagliato a fettine e l'insalata è pronta!
Solo un consiglio, non esagerate col lime nella vinaigrette, a me è scappata un pò la mano stavolta e il povero Presidente, pur mangiandola tutta, ha avuto qualche difficoltà...sant'uomo :P

mercoledì 10 luglio 2013

Clafoutis alle ciliegie.... e due uova adottate.

Hanno vinto le tortore. Inutile girarci intorno. Una vittoria schiacciante. Su tutta la linea.
Qualche settimana fa credevo di averle scoraggiate dal fare il loro nido sul davanzale della finestra del soggiorno....e ci sono riuscita, infatti lo hanno fatto su quello del bagno!!!!
Una scena assolutamente surreale, degna di un film comico.
E' stato sufficiente stare via per un weekend lungo, partenza giovedi mattina e rientro domenica sera.
Ovviamente prima di partire ho chiuso tutte le finestre, perchè si sa, la prudenza non è mai troppa. Così, al ritorno, per prima cosa le ho riaperte tutte per far cambiare l'aria. Tutto tranquillo finchè non sono arrivata in bagno...ho aperto baldanzosa l'ultima finestra e uno sbattere improvviso di ali con conseguente fuga istantanea di un volatile mi hanno fatto quasi prendere un colpo. "Caspita devo aver spaventato un uccello!" ho pensato subito.... poi ho abbasso lo sguardo.... e il colpo mi è venuto davvero! Un nido. Davanti a me c'era un nido bello e fatto. Piazzato esattamente tra la cornice della finestra e quella della persiana....esattamente dove avrebbe dovuto trovarsi la zanzariera che però avevo dimenticato di richiudere prima di partire.
Che sarà mai un nido direte voi. Se ci hanno messo così poco a farlo, basta toglierlo e ci metteranno un attimo per rifarlo da qualche altra parte.
Peccato che dentro c'era un uovo. No dico UN UOVO!!!!! Come è possibile che in soli 3 giorni le tortore siano riuscite ad accorgersi che la zanzariera non c'era, a fare il nido ed a piazzarci subito un uovo dentro????? Non si può spostare un nido in cui sono già state deposte le uova, perchè i genitori non riuscirebbero più a trovarle o comunque quasi sicuramente non le coverebbero più! Spostare il nido e l'uovo sarebbe stato come condannare a morte il futuro piccolino!!!
Insomma uno shock.
Le esclamazioni di incredulità (cioè strani versi del tutto privi di senso) uscite dalla mia bocca in quel momento, hanno fatto accorrete il Presidente che, dopo aver seguito il mio sguardo e compreso la situazione, ha candidamente esclamato "Oh! Un nido! E c'è anche un uovo dentro! Che carino!"
Attimo di disappunto. No...Aspetta....."ok, l'ovetto fa tenerezza solo a guardarlo, lo ammetto, ma è sulla finestra del nostro bagno e finchè rimarrà li la finestra non si potrà aprire! Sarà un bel casino!" ho risposto io piuttosto preoccupata. Risposta disarmante del Presidente: "Vabbè tanto ormai non lo possiamo spostare no? E poi è così carino..."
A quel punto sono stata consapevole che la disfatta si era ormai consumata. Fine dei giochi.Vittoria delle tortore 6-0, 6-0. Un secondo dopo ero al computer col Presidente in cerca di informazioni tortoresche e dieci minuti dopo eravamo preparatissimi su modalità di cova, tempi di schiusa, svezzamento e crescita dei piccoli.
Morale della favola: questo weekend dovremmo diventare zii di due pulcini tortorellosi!! Perchè ovviamente, la mattina dopo aver scoperto il primo uovo, la nostra nuova inquilina  ha deposto il secondo.

Nell'attesa del lieto evento, essendo periodo di ciliegie, mi sono lanciata nella sperimentazione del Clafoutis...che detto così fa tanto chic!
Eccolo qui


Ho seguito questa ricetta base e sostituito la farina col mix per impasti lievitati di Felix e Cappera.
Questi gli ingredienti:

- 90 g di farina (Mix per impasti lievitati)
- 3 uova grandi
- 200 ml latte
- 1 bustina di vanillina ( da prontuario)
- 100 g zucchero
- 20 ml di Brandy
- 1 pizzico di sale
- ciliegie denocciolate ( io non le ho pesate, sono andata ad occhio e a gusto)

Sbattete le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro, spumoso e più o meno raddoppiato in volume, poi aggiungete la vanillina, il sale e la farina setacciata incorporandola delicatamente. Sempre mescolando delicatamente, aggiungete il latte ed il liquore.
Imburrate una teglia da circa 26 cm,  cospargetela di zucchero e sistematevi le ciliegie denocciolate, poi versate piano il composto nella teglia (senza mandarlo sopra le ciliegie!) ed infornate a 180° (con forno preriscaldato) per circa 40-45 minuti.
Il risultato sarà una specie di frittatina bassa che, una volta tagliata, darà l'impressione di essere parzialmente cruda, ma va bene così. Non avendo lievito l'impasto sembrerà compatto e un pò crudo, ma vi assicuro che è assolutamente delizioso! Una cosetta estiva, leggera e gustosa. Niente male davvero!

domenica 23 giugno 2013

Crostata di frutta.... chi lo avrebbe mai detto!

Personalmente non ho mai amato le crostate di frutta. Un pò perchè sono una drogata di cioccolato e creme in generale (di solito un dolce per me non è un vero dolce se non contempla il cioccolato o una crema similare) e un pò perchè normalmente le crostate di frutta sono stucchevolmente dolci,  burrose e ricoperte di gelatina... che non mi ha mai fatta impazzire. Insomma, entrando in una pasticceria, una crostata di frutta sarebbe davvero la mia ultima scelta.
Ieri però, dovendo preparare due dolci per uno strafichissimo "apericena" da amici (serata meravigliosa Ale, grazie!!), ho deciso di provare a prepararne una (ovviamente senza l'odiosa gelatina) da affiancare ad una torta con le creme (che posterò sicuramente nei prossimi giorni...slurp!), visto anche il caldo di questi giorni.
Così, armata di frutta fresca e di Presidente pronto ad affettarla (tesoro di uomo) mi sono lanciata.
Il risultato è stato assolutamente sorprendente! Non solo la crostata non risultava affatto iperdolce, ma era un vero e proprio tripudio di sapori perfettamente distinti ed allo stesso tempo perfettamente in armonia tra loro. Mi è addirittura piaciuta di più della squisita torta con le creme! Il che per me è stato un autentico shock...

La ricetta base che ho seguito come riferimento la trovate qui, poi ovviamente la frutta utilizzata e la composizione della crostata le ho fatte a gusto mio.
Questo il risultato...



Forse uno dei dolci più belli che abbia mai fatto :) Una vera soddisfazione. Nella foto c'è ancora la carta da forno perchè ho tolto la crostata dalla teglia solo dopo averla trasportata.

Questi gli ingredienti:

Per la pasta frolla

- 250 g di farina. Io ho utilizzato il mix per crostate e biscotti di Felix e Cappera, nella versione amido di mais, farina di riso, fecola di patate e xantano.
- 100 g di zucchero a velo
- 2 uova
- 125 g di burro a temperatura ambiente (o ammorbidito al microonde)
(andava aggiunta anche una bustina di vanillina, ma io nella frolla preferisco non metterla)
- 1 uovo sbattuto (per spennellare la base una di pasta frolla una volta cotta)

Per la crema pasticcera

- 50 g di amido di mais
- 6 tuorli
- 500 ml di latte
- 150 di zucchero semolato
- 1 bustina di vanillina

Per la copertura

frutta di stagione a piacere, tagliata a fette più o meno sottili secondo il vostro gusto.

Ovviamente controllate sempre che tutti gli ingredienti siano sicuri come da prontuario AIC o che comunque non contengano tracce di glutine.

Partiamo dalla crema.
Tenete da parte mezzo bicchiere di latte e mettete il resto dentro una casseruola capiente, scaldatelo appena e aggiungete la vanillina. Con l'impastatrice (o con delle fruste) montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa e chiara. Poi, sempre continuando a sbattere, aggiungete a filo 1/3 del latte della casseruola e la farina setacciata. Una volta amalgamato bene il composto, versatelo nella casseruola del latte rimasto, mettete la casseruola sul fuoco e mescolate finchè la crema non si sarà addensata. A questo punto togliete la casseruola dal fuoco e, sempre mescolando, aggiungete a filo il mezzo bicchiere di latte rimasto. Poi mettete la crema a raffreddare (se volete coprendola con della pellicola a contatto per evitare che si forni la pellicina sopra).

Passiamo alla frolla.
Facilissima. Mettete tutti gli ingredienti nella ciotola dell'impastatrice e impastate con la frusta K. Bastano pochi minuti, non appena l'impasto si sarà "attaccato" tutto alla frusta e nella ciotola non ci saranno più residui, la frolla è pronta. 
Ammetto che io non faccio mai riposare la frolla in frigo, la uso subito e tanti saluti! :P
Perciò appena pronta, stendetela sulla carta da forno con il mattarello, facendo attenzione a creare un cerchio il più possibile delle dimensioni della teglia e poi trasferite carta e pasta nella teglia stessa. In questo modo userete tutta la frolla senza residui. Assicuratevi che impasto aderisca bene alle pareti della teglia e con la forchetta bucherellate tutta la base della crostata, in modo che non si possano formare bolle d'aria. Poi con un cucchiaino rovesciato o con una forchetta, decorate il bordo superiore della crostata, facendo dei piccoli segnetti che, oltre ad essere decorativi, lo rendono regolare. 
Posizionate all'interno della crostata un'altro foglio di carta da forno (io l'ho tagliato di forma più o meno circolare),  posateci sopra dei legumi secchi o del riso ed infornate a 200° per 20 minuti a forno preriscaldato.
Trascorsi i 20 minuti, togliete il foglio di carta con i legumi o il riso e continuate la cottura per altri 10 minuti. Sfornate, fate raffreddare e spennellate la base e i bordi con dell'uovo sbattuto. (questo impedirà alla frolla di bagnarsi troppo una volta aggiunta la crema).

Copertura e decorazione.
A questo punto non resta che spalmare uniformemente la crema sulla base della vostra crostata e aggiungere la frutta che più vi piace. Se utilizzate frutta che, una volta tagliata, annerisce velocemente (nel mio caso le banane) e non volete usare la gelatina di copertura, immergete velocemente le fettine di frutta in acqua e limone e procedete tranquillamente alla decorazione.
Io ho usato ciliegie (che il Presidente ha gentilmente denocciolato una ad una), melone, fragole, banane (bagnate in acqua e limone) e pesche noci.

E' un dolce che richiede un pò di lavoro, ma è assolutamente splendido a vedersi e davvero delizioso al palato. Una cioccolato dipendente in visibilio per una crostata di frutta... chi lo avrebbe mai detto! :D 

sabato 15 giugno 2013

Rifatte senza glutine: pasta sfiziosa


Ultimo appuntamento per questa edizione delle rifatte. Partecipare è stato davvero emozionante... anche se solo con tre ricette, sono felice di aver provato a dare il mio piccolo contributo.
La ricetta che chiude in bellezza il secondo anno "rifatto" è la pasta sfiziosa di Tania.
Sfiziosa è proprio la definizione giusta! E un piatto veloce e semplice, ma gustosissimo!
Ecco la mia versione.


 Questi gli ingredienti che ho usato:

- 1/2 cipolla bianca tagliata a fettine sottili
- 1 fetta di guanciale tagliata a pezzetti
- una decina di pomodorini pachino tagliati a cubetti.
- olio evo
- 180 g di pasta (io ho usato le penne Garofalo)
- provolone piccante a volontà
- sale

Rispetto agli ingredienti originari ho sostituito la pancetta con il guanciale (che in casa regna sovrano :D ) e il provolone del monaco col provolone piccante, ma solo perchè non sono riuscita a trovare l'ingrediente originario (e non avendolo mai assaggiato ero davvero curiosa..sob sob!).
Visto che avevo tagliato la cipolla a fettine molto sottili, ho fatto soffriggere prima il guanciale e poi ho aggiunto la cipolla (per evitare che si bruciasse). Sciolto un pò il grasso del guanciale, ho aggiunto i pomodorini e ho lasciato cuocere giusto il tempo necessario per la cottura della pasta ( 8-10 minuti al massimo). Una generosa spolverata di provolone grattugiato e il gioco è fatto! La pasta sfiziosa è pronta per essere gustata.
Davvero buona Tania, complimenti!

Un grande abbraccio a tutte! Vi auguro di trascorrere una magnifica estate e spero di ritrovarvi tutte ad ottobre per una nuova edizione delle rifatte.
E un grazie particolare alle anime pie che ogni mese raccolgono e pubblicano tutte queste ricette favolose, per la disponibilità con cui hanno risposto a tutte le mie domande e per la pazienza dimostrata nel gestire i pasticci combinati con i post, i permalink e le mail inviate alle ore più impensate :D
A presto!!!

giovedì 13 giugno 2013

Muffin alla banana e gocce di cioccolato... come allontanare i brutti pensieri.

Vi è mai capitato di incontrare inaspettatamente qualcuno e, subito dopo, di sentirvi completamente prosciugate di ogni energia? Come se vi avessero drenato via tutti i pensieri positivi per sostituirli con sensazioni sgradevoli, emozioni negative, insofferenza e fastidio? A me si purtroppo. Sto cominciando ad imparare, sto cominciando a riconoscere questo tipo di persone e normalmente riesco a non farmi coinvolgere dalla loro negatività, ma a volte capita di incontrale in modo del tutto casuale o inaspettato e le cose si complicano. 
Qualche giorno fa mi è successo, purtroppo, e complice la stanchezza degli ultimi mesi e l'umore non dei migliori (visto che sono letteralmente seppellita di lavoro), ci sono cascata. Sono stati sufficienti pochi minuti di "piacevole conversazione" per ritrovarmi magicamente trasformata in un concentrato di negatività. Che bellezza. 
Dopo essermi rintanata in casa (luogo minuscolo e meraviglioso dove riesco a rigenerarmi), serviva una sana terapia d'urto: i fornelli! Perciò armata di grembiule, frustine e palette, ho invocato il potere di S. Google per trovare la ricetta-esperimento in grado di scacciare i brutti pensieri. Ovviamente ero a caccia di un dolce (nulla è più consolatorio di un dolcetto soffice e profumato). Pochi minuti, qualche clic ed eccola: la ricetta dei "muffins del buonumore". (Chiedi e ti sarà dato...dice il saggio). Se anche non mi avesse conquistata alla prima occhiata, avrei scelto questa ricetta solo per il nome. Ad ogni modo una spiegazione scientifica per il nome di questi muffins esiste davvero, sembra infatti che banane e cioccolata contengano sostanze in grado di regolare l'umore e l'ansia.
Premesso che la mia dipendenza dal cioccolato è cosa ormai conclamata e risaputa e che sono tra le più accanite sostenitrici del supremo potere delle endorfine cioccolatose, perchè mai avrei dovuto negare una possibilità anche alle banane? Non sia mai!

Questa la ricetta originale, e qui sotto la mia rivisitazione


Ho sostituito solo la farina col mix per impasti lievitati e lasciati invariati gli altri ingredienti (mi raccomando tutti da Prontuario AIC o comunque sicuri e senza glutine):

- 250 g di polpa di banane (2 banane medie)
- 150 g di gocce di cioccolato fondente 
- 12 g di lievito per dolci
- 2 uova
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato
- 250 g di farina (io ho usato il mix per impasti lievitati di Felix e Cappera)
- qualche goccia di succo di limone
- 1 bustina di vanillina
- 125 g di burro morbido (a temperatura ambiente o passato per un un minuto e mezzo al microonde)
- 100 g di latte
- un pizzico di sale
- 125 g di zucchero

Schiacciate la polpa delle banane fino a ridurla ad una purea e aggiungete qualche goccia di limone per evitare che annerisca.
Con l'aiuto della planetaria, sbattete il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso e incorporate le uova una per volta, sempre continuando a sbattere. Aggiungete la polpa di banana e poi il latte a filo. A questo punto, sempre continuando a sbattere, incorporate la farina, il lievito, la vanillina, il bicarbonato ed il sale setacciandoli e mescolate bene il tutto.
L'impasto di presenterà piuttosto denso 



Aggiungete le gocce di cioccolata e mescolate per bene l'impasto (la ricetta originale dice di tenerne da parte qualcuna da usare come decorazione, ma io sono una golosa e ho messo nell'impasto tutti i 150 grammi. la decorazione l'ho fatta prendendo della scatola altre goccine :D )


Sistemate dei pirottini in una teglia da muffin e riempiteli facendo attenzione a non superate bordo della teglia, i muffin si gonfieranno e se riempite troppo i pirottini c'è il rischio che l'impasto fuoriesca dallo stampo e non mantenga la forma. Questa la teglia pronta per essere infornata.


Infornate a 180° per 25-30 minuti (ma vale sempre la prova stecchino, visto che ogni forno è diverso dall'altro). 
Ecco qui il risultato!


Questi muffin hanno un profumo talmente buono che basterebbe da solo a rimettere di buonumore chiunque, ma il sapore è ancora meglio! Sono soffici e deliziosi!


Come vedete le gocce di cioccolata sono rimaste perfettamente amalgamate nell'impasto senza precipitare sul fondo della teglia. A quanto pare è un sistema dell'impasto denso funziona ;-)
E funzionano anche questi dolcetti! Dopo averli preparati ed assaggiati mi sentivo davvero meglio.... e si è sentito molto meglio anche il Presidente, che mi ha chiesto espressamente di specificare in questo post che gli sono proprio piaciuti! Sono soddisfazioni... :)

giovedì 30 maggio 2013

Pizza presidenziale e tortore tubanti

Le tortore sono coccolose. Veramente. Non mi era mai capitato di osservarle da vicino ed ho scoperto che sono coccolosissime. Verseggiano, si accoccolano vicine, si scambiano richiami e arruffamenti di penne. Insomma sono pennuti veramente affettuosi e decisamente poco paurosi, visto che mi hanno tranquillamente lasciata avvicinare al davanzale della finestra su cui stavano tubando senza fare una piega. Peccato però che quando mi sono avvicinata ho notato che, non solo i pennutini innamorati avevano scelto il mio davanzale per le loro effusioni, ma avevano iniziato a portare i primi rametti per fare il nido! No dico, il nido!!! Io le adoro le tortore, ma fare il nido tra la zanzariera ed il telaio della persiana non si può!
Non potevo lasciarle li, a meno di rinunciare ad aprire la finestra fino alla maggiore età dei tortorellini che sarebbero sicuramente arrivati. Quindi, con la morte nel cuore, ho aspettato che si allontanassero per chiudere le persiane della finestra e tenerle serrate fino a quando non avessero capito e trovato un posto più adatto al loro nido.
Quindi problema risolto, direte voi. Tecnicamente si, peccato che negli ultimi 2 giorni le tortore  abbiano continuato a svolazzare intorno alla finestra con aria supplichevole e io mi sia sentita un autentico mostro! Un'ignobile sfrattatrice di tortorelle in amore! Una distruggi famiglie! Se non fosse  stato per il Presidente che, giustamente, mi ha ricordato ogni mattina che tenere due tortore in casa proprio non si può, a quest'ora il nido glielo avevo fatto io, completo di ala benessere, piscina privata e nursery.
In tutto questo, per rimediare ai miei sensi di colpa....coccolo il Presidente (quale cura migliore?) e gli cucino la pizza dei suoi desideri ;)

Signore, signori e tortore tubanti, ecco a voi la pizza del Presidente!


L'impasto base è quello della pizza di Felix, ma ne ho dimezzato le dosi, sostituito il lievito di birra con il lievito madre e aggiustato un pochino i liquidi.

Per l'impasto:
- 200 g di farina Nutrisì
- 100 g di farina Mix It!
- 200 g di acqua tiepida (io un pochino di meno perchè il lievito madre contiene di suo una piccola parte di acqua)
- 150 g circa di lievito madre senza glutine (io so tutto quello che mi avanza dal rinfresco, a volte è anche un pochino di più)
- 1 cucchiaio e 1/2 di olio
- un pizzico di zucchero e un cucchiaiono di sale.


Per il condimento:
- 500 grammi di broccoli siciliani
- una mozzarella da 150 grammi, ma potete metterne quanta volete a gusto vostro (io ne ho usato una senza lattosio
- 2 salsicce medie
- una decina di pomodorini piccadilly
- 1 spicchio di aglio, 
- peperoncino
- sale
olio evo

Iniziamo dall'impasto della pizza. Mettete nella ciotola dell'impastatrice il lievito madre e l'acqua e mescolate bene con un cucchiaio, poi aggiungere lo zucchero, l'olio, la farina e per ultimo il sale, facendo attenzione che non venga a contatto diretto con il lievito. Fate andare l'impastatrice prima a bassa velocità, per dare una prima mescolata a tutti gli ingredienti, poi aumentate e lavorate per 5 minuti o comunque finchè l'impasto non sarà ben amalgamato e un pò appiccicoso.
Se usate il lievito madre e ogni volta che fate la pizza l'impasto vi viene diverso e più o meno appiccicoso non preoccupatevi è normale, dipende da quanto è umido il lievito madre che state usando, In ogni caso, la pizza risulterà sempre buonissima e con le mani oliate, non avrete problemi a stenderla.
Una volta pronto, trasferite l'impasto in una ciotola oliata, coprite con della pellicola e mettete a lievitare nel forno con la lucina accesa. Io di solito preparo l'impasto la mattina o all'ora di pranzo per la sera (non avendo molto tempo a disposizione, preparo quando posso e faccio fare lievitazioni belle lunghe), ma  normalmente sono sufficienti 4 ore più o meno.

Per il condimento invece, ho assecondato i desideri del Presidente, che aveva assaggiato questa pizza in un locale e se ne era innamorato. Prima di tutto bisogna pulire e lessare i broccoli per poi ripassarli in padella con aglio, olio, peperoncino e sale. poi tritate per bene, la mozzarella, tagliate a dadini i pomodori e spellate le salsicce. Una volta che tutti gli ingredienti sono pronti e l'impasto ben lievitato, potete stenderlo. Posizionate un foglio di carta forno sulla teglia (io uso proprio quella del forno, a me la pizza piace sottile e croccante e questa dose è perfetta per la teglia classica da forno ) e cospargetelo di olio evo, poi rovesciate l'impasto direttamente nella teglia e, con le mani ben oliate allargatelo piano piano in modo uniforme. Una volta stesa la base, prendete le salsicce spellate, sbriciolatele su tutta la pizza, aggiungete un filo di olio evo ed infornate a 200° finchè la salsiccia non sarà cotta e la pizza inizierà ad essere un pò croccante sui bordi A questo tirate fuori la teglia dal forno, aggiungete la mozzarella, i pomodorini, i broccoli e infornatela di nuovo solo per qualche minuto, il tempo necessario alla mozzarella per sciogliersi per bene.
A me è piaciuta tantissimo e il Presidente l'ha divorata :)

Queste sono altre versioni, stesso impasto, diverso il condimento:
qui la base era col pomodoro e ho aggiunto carciofini, olive nere e prosciutto crudo....


...pomodoro, olive, prosciutto crudo e fettine sottili di provola.....


...margherita classica :)


Magari la prossima volta che faccio la pizza ne lascerò un pezzetto fuori dalla finestra... magari le tortore mi perdoneranno!

martedì 21 maggio 2013

Torta con gocce di cioccolata.... come salvarle dall'annegamento!

Sono settimane che cerco di capire come realizzare un plumcake (o anche una torta tanto cambia solo la forma) con le gocce di cioccolata. Voi direte "Ma come, basta aggiungere le gocce di cioccolata all'impasto no???" E invece no! Magari fosse così facile... 
Innumerevoli tentativi e sempre lo stesso risultato: o aggiungo le gocce a cottura iniziata, in modo che rimangano in superficie (ma non nell'impasto), oppure se le aggiungo all'impasto, una volta in cottura precipitano inesorabilmente sul fondo della teglia. Nessuna via di mezzo.
Armata dei migliori propositi (composti da una cospicua dose di rosicamento, con spruzzatina di cocciutaggine e ciliegina di veleno), mi sono di nuovo rivolta a S. Google in cerca di una soluzione. I consigli può attendibili erano 2:
- infarinare le gocce di cioccolata prima di unirle all'impasto
- addensare di più l'impasto in modo da non permettere alle gocce di precipitare.
Non vi fidate del primo consiglio, si è rivelato un fiasco completo! La farina non si attacca facilmente al cioccolato e, se provate ad inumidire le gocce con pochissima acqua, otterrete in un attimo una bella pappetta praticamente inutilizzabile. Dietro consiglio di Tesorodisuocera ho provato ad utilizzare dell'olio per "inumidire" i pezzetti di cioccolata senza scioglierli e la farina si era finalmente attaccata in un lampo, ma....niente da fare. Una volta in cottura, le gocce sono di nuovo precipitate sul fondo della teglia. Giù come un ferro da stiro in una piscina. Colate a picco più veloci del Titanic.
Restava l'alternativa dell'impasto denso, ma non essendo io una pasticcera, la cosa non era proprio semplicissima da realizzare, perchè aggiungendo la farina è vero che l'impasto si addensa, ma una volta cotta,  la torta (ma soprattutto il plumcake che è più alto) risulta un pò troppo asciutta e invece all'interno deve rimanere soffice e morbida.
Esaurite le idee, triste, afflitta e affranta (perchè le gocce di cioccolata nell'impasto le voglio! Ecco!), mi sono imbattuta in questa ricetta su Facebook: torta di cioccolato grattugiato. Leggendo cioccolato grattugiato ho pensato che si trattasse di cioccolato con la stessa consistenza del parmigiano (cioè fine allo stesso modo) e invece la ricetta prevedeva di usare del cioccolato tagliato grossolanamente e nella foto si vedevano dei bei pezzettoni ci cioccolato proprio al centro dell'impasto! Eureka!! Se restavano a galla dei pezzetti di cioccolato tritati un pò a caso, allora c'era speranza anche per le mie minuscole gocce!!
Dopo essermi incartata per qualche minuto su tutta una serie di pensieri e considerazioni riguardo al peso specifico dell'impasto e delle gocce di cioccolato che avevo a disposizione, alla forza di gravità, all'allineamento dei pianeti, alla luna crescente e a quella calante e aver controllato il calendario perchè si sa, di marte e di vene non si sposa e non si parte e non si da principio all'arte... mi sono lanciata. Non avevo nemmeno tutti gli ingredienti (e questo a quanto pare è stato un bene), ma mi sono lanciata.

Questi gli ingredienti della mia variante, ho sostituito lo zucchero di canna con dello zucchero semolato e l'aroma di arancio con della scorza di limone grattugiata:
- 3 uova
- 150 g di zucchero semolato (
- 100 g di gocce di cioccolato (le bastardelle!!) mi raccomando sempre da prontuario
- 300 g di farina (io ho usato il Mix per impasti lievitati di Felix e Cappera nella variante con l'amido di mais al posto della farina di tapioca)
- 100 g di burro fuso
- 1 bicchiere di latte (io ne uso sempre uno di plastica per regolarmi)
- 1 bustina di lievito per dolci (da prontuario)
- scorza di mezzo limone grattugiata
- zucchero a velo per decorare (sempre da prontuario)

Montate gli albumi a neve ferma e  metteteli da parte. Poi nell'impastatrice (o con le frustine se preferite) unite lo zucchero ai rossi d'uovo e lavorate a bassa velocità. Aggiungete a filo prima il burro fuso, poi il latte, la farina un cucchiaio alla volta e la buccia di limone grattugiata. Una volta amalgamato bene il tutto, l'impasto  sarà bello denso. Incorporate gli albumi delicatamente e solo ad operazione completata aggiungete le gocce di cioccolata, mescolando delicatamente. Imburrate ed infarinate una teglia (io ne ho usata una da 24 cm) e infornate a 180° per 35-40 minuti (dopo 35 minuti ho fatto la prova con lo stecchino ed era pronta).

Ecco qui il risultato..... favoloso!!!

E le gocce non sono affogate!!! :D

E' una torta perfetta per la colazione ed è in assoluto la ricetta che mi è piaciuta di più nel suo genere. E' soffice, profumatissima e per niente asciutta all'interno. Insomma, me ne sono innamorata e a quanto pare non solo io, visto che il Presidente al secondo morso (gigante!) ha esclamato entusiasta "E' bfuonifffimaf!!...munch..munch.. Ffful ffferio!"  :D

Ovviamente è finita in un attimo e sull'onda dell'entusiasmo ho provato a rifarla utilizzando gli ingredienti della ricetta originale, quindi zucchero di canna e aroma di arancio (chiaramente mantenendo il Mix di farine senza glutine). Purtroppo però il risultato non è stato lo stesso. O meglio, torta sempre buona, ma impasto meno denso e di nuovo gocce colate a picco...


Non saprei dire se la differenza è dipesa dallo zucchero o da qualche errore che posso aver commesso io, ma la prima versione è entrata ufficialmente tra le mie torte preferite e....almeno per ora mi godo la vittoria:
Gocce di cioccolato 0 - Celiaca e (molto) contenta 1. Olè!!!!! ;)



mercoledì 15 maggio 2013

Rifatte senza glutine: la torta amaretto


Dopo averla assaggiata, capisco perchè sia diventata la preferita di Gaia. E' semplicemente deliziosa. E' un dato di fatto. Questa torta è buonissima. E' leggera, molto dolce, soffice.... un'autentica coccola!! Ed in più è semplicissima da preparare. Cosa si può chiedere di più ad un dolce? :)
L'ho preparata il giorno della festa della mamma. Ho invitato i miei genitori a pranzo e vedere la mia mamma che spazzolava via la sua fetta in un lampo ed esclamava "Era proprio buona!" è stata una soddisfazione e una gioia!
Perciò grazie Gaia, per aver condiviso una dolcezza simile :)

Questa la versione originale e questa la mia "rifatta"


E' un pochino più scura di quella di Gaia, perchè ho voluto provare a riprodurla con le mandorle non pelate. Inoltre ho usato 5 uova invece di 4, perchè erano piuttosto piccole. Questi quindi gli ingredienti:

- 2 cucchiai di fecola di patate (da prontuario AIC)
- 1 cucchiaio di fioretto di mais (da prontuario AIC)
- 1 cucchiaio di farina di riso + quella per infarinare la teglia (come da prontuario AIC, per me Lo Conte)
- 200 g di mandorle (io ho usato quelle non pelate)
- 200g di zucchero semolato + 4 cucchiai
- 110 g di burro
- 5 uova (solo se piccoline, altrimenti 4)
- 1/2 bustina di lievito per dolci (come da prontuario AIC)

A parte le mie due piccole modifiche, ho seguito pedissequamente il procedimento descritto dalla ricetta che  riporto di seguito.

Per la base:
separare le chiare dai tuorli e tenere da parte le chiare per la farcitura.
Sbattere i tuorli con 4 cucchiai di zucchero. Aggiungervi 110 g di burro fuso intiepidito, e per ultima la fecola di patate, la farina di riso, il fioretto di mais e il lievito.
Imburrare e infarinare una tortiera da 28cm di diametro e versarvi l'impasto. Ne verrà uno strato piuttosto sottile. Va bene così.

A parte tritare finemente le mandorle nel mixer e mescolarle a 200 g di zucchero.
Montare le chiare a neve ben ferma e incorporarle un cucchiaio alla volta al miscuglio di mandorle e zucchero.
Versare il composto così ottenuto nella tortiera, sopra l'impasto, e far cuocere nel forno precedentemente scaldato a 180° per 40 minuti (io l'ho cotta per 35 minuti esatti ed era ben colorita come vedete)

Il Presidente (che adora le mandorle! hi hi hi ) si è leccato i baffi, mentre io, da golosona quale sono, ho voluto provare ad assaggiarla con un pizzico di sciroppo d'acero, che secondo me si sposa a meraviglia col sapore delle mandorle. Il risultato mi ha mandata in visibilio! Grazie Gaia, questa torta verrà presto preparata di nuovo :D

Un abbraccio a tutte, ci vediamo il mese prossimo con la pasta sfiziosa di Tania!


venerdì 10 maggio 2013

Tortino di carciofi in pasta matta ... e un finto orto in quarantena.

Il mio finto orto è ufficialmente in quarantena. Le mie speziette moleste si sono ammalate. Ecco. Dopo l'anarchia, l'ammutinamento.
Qualche giorno fa, durante il rito dell'annaffiatura, mi sono accorta che la menta aveva delle macchioline marroncine, il prezzemolo dei minuscoli puntini bianchi, e il timo sembrava ricoperto di polvere bianca. Tutte malattie diverse. Ovvio, non potevo certo aspettarmi che delle spezie anarchiche si mettessero daccordo per prendere tutte lo stesso parassita e rendermi le cose più semplici. Figuriamoci.
Che fare? Annaffiare a pioggia tutti i vasi con la candeggina pura avrebbe sicuramente debellato la malattia (e mi avrebbe concesso il subdolo e dolce piacere di una sacrosanta vendetta), ma assieme ai parassiti avrei debellato anche le piante. (dunque niente vendetta, ahimè!)
Urgeva soluzione possibilmente non troppo aggressiva, perciò mi sono rivolta a San Google, confidando nella rete per avere illuminanti consigli.
Dopo circa 45 minuti di ricerca, avevo trovato un sacco di soluzioni utili. Nell'ordine:
1)  Bagnare per bene tutte le piante con acqua e sapone di marsiglia. 
Ma come avevo fatto a non pensarci da sola, si sa i parassiti, le muffette e i funghi sono notoriamente creature amanti della sporcizia e rifuggono la pulizia in ogni sua forma, figuriamoci il sapone di marsiglia. Al limite le mie piantine avrebbero preso un leggero retrogusto saponato o io e il Presidente avremmo potuto fare qualche bolla mangiandole, che sarà mai. Ok, sapone di marsiglia... vabbè.
2) Interrare per metà uno spicchio d'aglio in ogni vaso, perchè l'odore tiene lontani i parassiti.
Attimo di perplessità in cui ho riletto 3 volte il post per essere sicura di non essere finita in un forum di consigli contro i vampiri, ma no, si parlava proprio di malattie delle piante. Ok...spicchio d'aglio... non mi entusiasmava l'idea di usare l'aglio come deodorante del pianerottolo, ma ok... 
3) Quotidiane docce serali con abbondante acqua fredda per far morire di reumatismi i minuscolissimi ragnetti rossi che possono essere responsabili della malattia della pianta. No aspetta.... quotidiane docce serali?? Dovevo forse mettere le piante nella vasca tutte le sere per affogare i parassiti?? Mai e poi mai! Io  parassiti morti, agonizzanti o coi reumatismi  nella mia vasca non ce li voglio!
4) In caso tutti i metodi descritti sopra non avessero funzionato, sarebbe stato il caso di dare una non meglio identificata  roba chimica ramata sulle piante. Effettivamente mi mancava solo questo all'appello. DOS LOS RAMATOS! Olllèèèè!! (con stacchettata di flamenco e naccherata di sottofondo)

Dunque ricapitoliamo. Dovevo armarmi di uno spruzzino caricato con acqua e sapone di marsiglia, 5 spicchi di aglio e uno zainetto con pompetta per il ramato stile il ciclone. Mancavano solo zampe di coniglio e code di rospo. Così equipaggiata secondo me i parassiti non si sarebbero mossi di un millimetro, ma di sicuro si sarebbero sbellicati dalle risate. Dopo un'ora avevo capito che le soluzioni pacifiche e indolori non erano praticabili. Serviva l'artiglieria pesante della chimica, perciò ho spedito il Presidente a fare incetta di munizioni nel vivaio sotto casa. 
Ieri la guerra è stata dichiarata, l'attacco sferrato e giù di potature, spostamenti e bombardamento chimico. 
Alla fine il bollettino di guerra è il seguente: timo rapato a zero ed esiliato dal davanzale al pavimento del pianerottolo, prezzemolo rapato per precauzione, menta rinvasata, bombardamento chimico con una roba strana e blu sulla quale è meglio non indagare troppo e una piantina di basilico col preservativo.
..... Ok, forse avrei dovuto spiegare prima che Tesorodisuocera mi ha regalato anche una piantina di basilico ricoperta da un'involucro di plastica sottile e bucherellata in modo da far passare l'aria e la luce, ma non i parassiti. Un basilico col preservativo. Appunto. Non fatemi domande vi prego...

A fine giornata, mi ero meritata un pò di sane coccole, così ho messo in cantiere il tortino di carciofi! Gustosissima ricetta spacciatami dalla Roberta (detta LaRoberta!), la santa donna (e l'amica :-) )senza la quale probabilmente non avrei mai scoperto di essere celiaca. E' un dato di fatto che LaRoberta, oltre ad essere celiaca, è dotata di un superpotere che le consente di identificare con impressionate margine di certezza un celiaco quando le capita a tiro. Una specie di infallibile sensore antiglutine! E' fantastica! :D
La versione originale è glutinosa, perciò ho sostituito l'involucro esterno (di farina 00) con la pasta matta (fatta con la ricetta di Felix e Cappera che trovate qui)

Questa la delizia poco dopo essere stata sfornata

e questi gli ingredienti:

per la pasta matta
- 174 g di farina Glutafin
- 50 g di farina Nutrisì per pane
- 26 g di farina Farmo per pane
- 110-120 g di acqua
- 5 cucchiai di olio
- una presa di sale

per il ripieno
- 6 carciofi
- 200 g di prosciutto cotto (rigorosamente senza glutine)
- 100 g di formaggio tipo caciotta
- 100g di formaggio affumicato (io ho usato la provola affumicata)
- 1 uovo
- 2 cucchiai di parmigiano
- olio evo
- sale

Prima di tutto pulite bene i carciofi, metteteli a bagno in acqua e succo di limone e poi tagliateli a fettine sottili. e conditeli con olio e sale. Poi passate alla preparazione della pasta matta, che va stesa ed utilizzata subito, altrimenti tende ad indurirsi e sbriciolarsi un pò. Mettete tutti gli ingredienti nell'impastatrice e fatela andare a velocità media finchè non atterrete una pallina di pasta morbida e solo appena appiccicosa. Preparate un piano di lavoro infarinato, mettete via una parte dell'impasto che servirà per la copertura del tortino e iniziate a stendere il resto col mattarello, cercando di creare un disco il più possibile regolare. Una volta pronto, posizionatelo su una teglia (io ne ho usata una da circa 26 cm di diametro) e aggiungete il ripieno a strati secondo questo ordine: carciofi, prosciutto cotto, formaggio caciotta e formaggio affumicato (io ho tagliato entrambi i formaggi a fette sottili). per ultimo aggiungete l'uovo sbattuto insieme ai 2 cucchiai di parmigiano, spargendolo sulla superficie del tortino.
A questo punto stendete un disco con la pasta matta rimasta e ricoprite il tortino, sigillate bene i bordi ripiegandoli (io mi sono aiutata con una forchetta) e poi.... fate un bel buco al centro col dito! Il buco servirà a non far gonfiare e rompere il tortino durante la cottura. (come vedete dalla foto,una volta terminata la cottura il buco nemmeno si nota più). Infornate  e cuocete a 200° per circa 40 minuti o comunque finchè la pasta non sarà ben dorata.
Una volta cotto e raffreddato a sufficienza per poter essere tagliato, si presentava così



E' davvero buonissimo! ( e brava LaRoberta!) Io ho usato una teglia grandina e steso la pasta piuttosto sottile perchè il ripieno è molto ricco già di suo, ma nulla vieta di usarne una più piccola e fare degli strati più spessi. In questo modo otterrete un tortino più piccolo di diametro, ma più alto e con l'involucro di pasta più spesso.
GNAM!!!

domenica 5 maggio 2013

Fettuccine fatte in casa alle vongole

Prima di scoprirmi celiaca, facevo spesso la pasta fatta in casa la domenica. Il presidente la adora e io con lui! Dopo aver dichiarato guerra al glutine, per diversi mesi non l'ho più fatta e quando poi ci ho provato i risultati sono stati tutt'altro che buoni. Diciamo pure pessimi. Senza l'odioso glutine l'impasto non legava e, se anche riuscivo a stendere la sfoglia (rigorosamente col mattarello), la pasta si sbriciolava e non aveva neanche lontanamente la consistenza di quella glutinosa. 
A restituirmi il piacere di fare la pasta è stata la scoperta dello xantano, una gomma naturale per uso alimentare in grado di sostituire il reticolo glutinico nel legare l'impasto e renderlo elastico e lavorabile.
Una specie di polverina magica che rende tutto possibile :)
E' stato amore a prima vista.
Da allora mi è capitato diverse volte di rifare la pasta all'uovo. Ogni impasto è sempre un pò diverso dal precedente a causa della temperatura esterna, dell'umidità e di quanto lo si lavora. La pasta senza glutine non è proprio identica a livello di lavorabilità, ma con un pò di pazienza (e tanta testardaggine) si può riuscire a fare praticamente tutto, fettuccine, tortellini, ravioli e con risultati ottimi.... insomma, una volta presa la mano, la pasta all'uovo viene davvero buona e praticamente identica a quella glutinosa in fatto di sapore.
Oggi l'ho provata per la prima volta con il pesce e mi è piaciuta tantissimo! Ecco qui il risultato



La ricetta base della pasta all'uovo è quella di Felix e Cappera che trovate qui.

Io per 2 persone ho usato queste dosi:

- 25 g farina di riso (io uso sempre la Lo Conte)
- 61 g di amido di mais
- 63 g di fecola di patate
- 3 g di xantano
- 2 uova
- acqua quanto basta (comunque poca, quindi aggiungetela poco alla volta e con cautela)

per il condimento:

- 1 sacchetto di vongole lupini (lo so sono una dose spropositata, ma non amo congelarle e non avrei avuto modo di cucinarle prossimamente... quindi crepi l'avarizia e slurp!!)  
- olio evo
- 1 spicchio di aglio
- peperoncino
- prezzemolo tritato (sempre lui, sempre più rigoglioso!)

Ho messo tutti gli ingredienti per la pasta nell'impastatrice, esclusa l'acqua che ho aggiunto poco per volta fino ad ottenere una pallina di pasta lavorabile, ma non appiccicosa. Nella versione glutinosa si usa 1 uovo ogni 100 grammi di farina ed il rapporto è perfetto, ma nella versione senza glutine bisogna aumentare un pochino i liquidi. Personalmente preferisco compensare i liquidi aggiungendo un pò d'acqua e mantenere il rapporto uova-farina, perchè in questo modo mi è più facile controllare l'impasto (se preferite però, potere sbattere a parte un altro uovo e aggiungerne un pò all'impasto, fino a raggiungere la consistenza desiderata.)
Una volta pronta la pallina di pasta, l'ho divisa a metà e ho steso col mattarello 2 sfoglie non troppo grandi. Se preferite potete tranquillamente tirare la pasta con la macchinetta e utilizzare sempre quella per tagliare le fettuccine. Io ho voluto provare a farle a mano come facevo con quelle glutinose, perchè rimangono un pò più spesse ed hanno una consistenza diversa, un pochino più irregolare  e più...casalinga :) 
Solo un avvertimento: quando ho provato ad arrotolare la sfoglia (come facevo con quella glutinosa) per tagliare le fettuccine, la pasta si spezzava. Mi è già successo in passato, quindi immagino che sia proprio una particolarità dell'impasto. Se volete tagliarle a mano quindi, vi consiglio di lasciare la sfoglia distesa (basta usare un coltello affilato e ci metterete 2 minuti).
La prossima volta che farò la pasta all'uovo proverò ad aggiungere uno o due cucchiai di olio per vedere se l'impasto migliora in elasticità o in resistenza, in modo da poter essere lavorato con le stesse modalità di quello glutinoso.

Per quanto riguarda il condimento, ho lasciato le vongole nell'acqua per un'oretta, in modo da eliminare la sabbia. Dopo averle lavate per bene, le ho aggiunte nella padella dove avevo messo l'aglio, l'olio ed il peperoncino e ho chiuso con il coperchio. Una volta che tutte le vongole di sono aperte, ne ho tolta una parte (che avrei usato come decorazione del piatto) e ho sgusciato tutte le altre, lasciandole nel loro sughetto ed ho aggiunto il prezzemolo tritato.

Il resto è noto, basta cuocere la pasta, unirla al condimento, impiattare ed aggiungere le vongole col guscio che avevate precedentemente messo da parte per decorare il piatto.

Se preferite che la pasta rimanga più gialla, in modo che si veda che tratta di pasta all'uovo, basta usare le uova a pasta gialla e non dovrete cambiare nulla nelle dosi dell'impasto.

Buon appetito! :)


venerdì 3 maggio 2013

Piadine prezzemolate...e un finto orto fuori controllo!

Il mio finto orto (composto da una bella fila di vasetti sapientemente posizionati sul davanzale del pianerottolo di casa) è ormai totalmente fuori da ogni controllo. 
Non credo di aver mai avuto il pollice verde, per me le conoscenze di giardinaggio iniziano e terminano con un semplice "dai l'acqua alle piante". Se dai l'acqua alle piante, loro crescono. Causa ed effetto, semplice no?
In realtà il dare regolarmente l'acqua alle piante è un'attività che non mi ha mai particolarmente entusiasmata (e che ho sempre avuto la tendenza a dimenticare), ma l'idea di avere a disposizione delle erbette fresche per cucinare mi entusiasmava eccome. Così ho deciso di provare con delle cose semplici tipo prezzemolo, maggiorana, salvia, rosmarino e timo, a cui di è aggiunto un vasetto di menta romana regalatomi da Tesorodisuocera.
Per il primo periodo è andato tutto bene. Io davo l'acqua e loro crescevano. Perfetto. Poi qualcosa è cambiato e le mie speziette hanno cominciato a diventare un tantino moleste, per poi trasformarsi in creature assolutamente anarchiche!
La maggiorana, per esempio, è ossessivo compulsiva. Lei deve crescere. Sempre e comunque, con o senza acqua, lei deve crescere a dismisura! Nel giro di poche settimane è diventata talmente tanto grande da somigliare ad un potus, con ciuffi e rametti che pendono da tutte le parti e più la poto, più lei la mattina dopo è di nuovo piena di ciuffi e rami.
Il rosmarino accanto a lei invece mi snobba. Semplicemente non mi calcola. Io lo annaffio e lui sta li, praticamente identico a se stesso da settimane.
La salvia, che sembrava l'unica pianta normale di un orto anarchico, si è suicidata la settimana scorsa. Verde e rigogliosa la mattina, stramazzata nel vaso la sera. Nessuna speranza di rianimarla nemmeno con fiumi di acqua e riti propiziatori col plenilunio. Vatti a fidare.
In tutto questo il prezzemolo si è specializzato in agguati. Normalmente se ne sta tranquillo, ma periodicamente aggredisce il malcapitato di passaggio sulle scale con foglie grandi come lenzuola, spuntate  anche quelle magicamente dalla sera alla mattina! Un modo non troppo subliminale per chiedere di essere potato ed ovviamente cucinato.

Ecco, questa sera mi è toccato l'agguato del prezzemolo.... ma a quanto pare non era il solo pronto a farmi venire i sensi di colpa per essere stato trascurato. Mi è bastato aprire il frigorifero ed eccolo li, il mio lievito madre depresso e affranto. Effettivamente il poverino aveva tutte le ragioni per avercela con me, visto che questa settimana, tra un impegno e l'altro, non sono riuscita a preparare nè pane, nè pizza.

Cosa fare dunque? Semplice: si mischia tutto e si prova a preparare delle piadine....non con una salsa al prezzemolo, ma col prezzemolo direttamente nell'impasto. Delle piadine prezzemolate, per l'appunto.

Ho seguito il procedimento indicato da Felix qui, adattando un pochino le dosi. Ho usato:

- 180 g di lievito madre
- 50 g di acqua
- 1 cucchiaio di olio
- 1 cucchiaino di sale abbondante
- 1/2 cucchiaino di zucchero
- farina Nutrisì (quanto basta per rendere compatto il panetto) 
- 1 bel mazzetto di prezzemolo (dalle foglie giganti e mutanti)

Ho sciolto il sale e lo zucchero nell'acqua e l'ho unita al lievito madre insieme all'olio ed ho aggiunto la farina un pò per volta, fino ad ottenere un panetto morbido. Poi ho tritato per bene il prezzemolo e l'ho unito al panetto lavorandolo un pò per amalgamare bene tutto.
Dopo di che ho diviso il panetto in 5 palline da 60 grammi e le ho stese molto sottili.

Questa la prima piadina ancora cruda.


L' ho cotta in una padella a fiamma non eccessivamente alta in modo che non si bruciasse. Si cuociono in un attimo e sono davvero veloci da fare.

Eccola cotta :)


Sono buonissime, leggerissime, profumatissime e si piegano che è una meraviglia!


Se le tirate ancora più sottili e le tenete un pò di più sul fuoco, diventeranno croccanti e molto simili al pane carasau. Buonissime anche così!
Il prezzemolo le rende saporite e anche molto particolari. Io le ho farcite a piacere, ma possono tranquillamente essere utilizzate come sostitute del pane quando non ne avete in casa e dovete trovare una soluzione all'ultimo momento.  
Ovviamente potete unire all'impasto tutte le erbe che preferite, a gusto vostro. Se la mia salvia non si fosse suicidata, avrei provato volentieri anche con quella, ma sospetto che la prossima candidata sarà la maggiorana compulsiva... prima che sia lei a divorare me!! 

lunedì 29 aprile 2013

Spaghetti con barba di frate

Finalmente è arrivato il periodo (breve purtroppo) degli agretti o barba di frate, che dir si voglia. Mi piacciono tantissimo e ne mangio a ciotole, perciò quando ho visto questa ricetta di Felix per un cake salato con la barba di frate, non ho resistito e mi sono subito cimentata. Ve la stra-consiglio perchè è proprio deliziosa!!!
Però nel preparare il cake ho cotto più agretti dei quelli che mi servivano, dunque cosa fare di quelli in più? Dopo aver provato la ricetta di Felix, condirli e mangiarli semplicemente all'agro mi sembrava un insulto alla loro bontà, perciò mi sono messa in caccia su internet per trovare qualche idea e, mettendo insieme ciò che il mio frigo offriva oggi, ne è venuto fuori un primo saporito e davvero sfizioso :)


Questi gli ingredienti per 2 persone:

- 180-200 g di spaghetti (io ho usato i Fini/Biaglut, ma solo perchè avevo finito quelli Garofalo!)
- olio evo
- 1 spicchio di aglio
- peperoncino
- 6 pomodorini piccadilly
- 1 etto gamberetti sgusciati (dose fantasiosamente stimata! Ne avevo un sacchettino nel congelatore, ma non li ho pesati)
- un mazzetto piccolo di agretti lessati
- sale q.b.

Fate rosolare in una tegame olio, aglio e peperoncino e poi aggiungete i pomodorini tagliati a cubetti ed i gamberetti. Io li ho presi direttamente dal congelatore, tanto sono piccoli e si cuociono in un attimo anche se congelati. Per ultimi unite gli agretti e regolate di sale. Il tutto sarà pronto in non più di 10 minuti, giusto il tempo di cuocere la pasta. Unite il condimento agli spaghetti, amalgamate per bene e servite.

Un primo leggero e sfizioso ;)

giovedì 25 aprile 2013

Profiterol con crema chantilly allo zabaione

Questo è uno di quei dolci a cui non riesco proprio a resistere! Un profiterol bel fatto è un dolce godereccio, lussurioso e delizioso! Insomma è impossibile non farsi tentare.
Ovviamente serve una buona ricetta e un pò di tempo, ma non è stato complicato come immaginavo.
Dovendo prepararlo per 14 persone e non volendo fare figuracce, ho chiesto la ricetta a Tesorodisuocera (una garanzia!) ed infatti ecco qui il risultato :)


Normalmente si contano 3 bignè a porzione e qualcuno in più qualora ci fossero golosi a tavola. Dalla foto non si direbbe, ma nella teglia ci sono 48 bignè!!! Circa tre chili di dolce...più o meno.
Non avendo tempo di farli a mano, i bignè li ho comprati in farmacia, ma ammetto che non ho guardato la marca. In ogni caso ne ho usate 2 buste e mezza.

Questa la ricetta:

per la crema chantilly allo zabaione
- 4 tuorli
- 4 cucchiai di zucchero
- 8 cucchiai di marsala (io ho usato il semi secco, ma quello secco dicono sia più adatto)
- una bustina di vanillina
- 1 litro di panna fresca

per la copertura di cioccolato
- 300 g di cacao amaro in polvere
- 100 g di fecola di patate
- 100 g di zucchero
- 1 bustina di vanillina
- circa mezzo litro di latte o poco più (ma dovrete regolarvi ad occhio a seconda di quanto volete denso il cioccolato)

- 48 bignè senza glutine da farcire.


Iniziamo dalla crema. Mescolate vigorosamente a bagnomaria lo zucchero, i tuorli, la vanillina ed il marsala finchè il composto non si sarà leggermente montato ed addensato, dopo di che fatelo raffreddare in frigo. Nel frattempo montate la panna e poi unitela allo zabaione ormai freddo mescolando per bene e delicatamente.
Una volta pronta la crema farcite i bignè usando una siringa per dolci e posizionateli nella teglia/vassoio daldo la forma che preferite. (dovendolo trasportare per più di un'ora in macchina io ho dato una forma a cupola in modo che entrasse nel portadolci).
Con queste dosi vi avanzerà un pò di crema (anche se riempite come uova i bignè come ho fatto io), potete usarla per decorare l'esterno se non dovete trasportare il dolce come ho fatto io.
Completati i bignè, passate alla copertura di cioccolato. Mettete tutti gli ingredienti secchi nella planetaria e aggiungete il latte poco per volta mentre è in funzione. Appena il cioccolato avrà raggiunto la consistenza che preferite (a me piace denso in modo che non scivoli via dai bignè), smettete di aggiungere il latte e lasciate andare la planetaria per qualche altro minuto in modo da eliminare tutti gli eventuali grumi. Poi, con l'aiuto di un mestolo, versate la cioccolata sui bignè, facendo attenzione a dare una copertura più o meno uniforme (io ho lasciato qualche piccolo punto non coperto perchè esteticamente lo trovavo più bello :P).
Ed ecco qua, il profiterol è pronto per essere divorato! Ovviamente non è arrivato alla fine della giornata ;)